“Death Parade” – La Parata della Morte ti svela la leva emotiva che NON stai utilizzando (come potresti) per convincere gli altri a fare ciò che vuoi

Due ascensori si fermano contemporaneamente allo stesso piano…

… le porte si aprono, ed escono un uomo e una donna.

Una coppia.

Si guardano agitati e, stringendosi forte le mani, si parlano:

<Amore! Dove ci troviamo?>

<Non lo so… non ricordo proprio nulla…>

<Neanche tu?!>

<Allora siamo in due>

Davanti a loro si estende un corridoio che somiglia molto ad un ingresso di un ristorante caratteristico giapponese: un lungo tappeto rosso decora il pavimento e una delle pareti che ne definiscono i confini è una bellissima vetrata che sfoggia delle canne di bambù e un laghetto incorniciato con alcuni sassi.

Delle piccole luci posizionate a terra ai lati del corridoio illuminano l’unica via percorribile dalla giovane coppia.

Takashi e Machiko (i nomi dei due giovani) arrivano davanti al bancone di un antico e maestoso lounge bar.

Dietro al banco, c’è un barman che accoglie i due con un solenne:

<Accomodatevi: benvenuti al Quindecim, signori.

Lasciate che mi presenti: sono Decim il barman, al vostro servizio.>

 

L’insolito gioco da bar al quale non vorresti MAI giocare

Decim, il barman

<Riuscite a ricordare il momento in cui siete arrivati qui?>, incalza cortesemente Decim.

Come detto prima, i due non ricordano nulla, tranne che erano in viaggio di nozze.

Dove si trovano questi due?

Cosa gli è capitato?

Ma soprattutto… cos’ha a che fare questo stilosissimo barman con il copywriting?!

Punto primo: alla domanda sul “dove si trovano” purtroppo non mi è possibile rispondere (per ora).

Punto secondo: fra non molto verrà organizzato un GIOCO.

Punto terzo: la modalità di gioco sarà decisa attraverso una roulette.

Punto quarto: partecipando a questo gioco… metterai in gioco la TUA vita.

Punto quinto: non ti sarà possibile uscire fino a che non avrai terminato il gioco.

Quasi dimenticavo: queste sono le stesse regole che Decim elenca ai due neo-sposini… ma valgono anche per te – solo che il nostro gioco sarà un po’… diverso.

Cosa succede se tu non volessi “giocare”?

Onestamente, è una scelta che non raccomanderei.

Decim mostra delle figure dondolanti a mezz’aria quando il ragazzo gli chiede cosa
sarebbe successo se non avessero preso parte al gioco…

Nel nostro caso non farò apparire dei cadaveri penzolanti.

Purtroppo se tu decidessi adesso di abbandonare questo piccolo gioco (che è cominciato quando hai aperto l’articolo) senza scoprire ciò che ho in serbo per te… lo scenario che ti aspetta è molto più macabro di qualche salma appesa come un prosciutto.

Potresti non scoprire MAI qual è la forza più potente che hai a tua disposizione per vendere qualunque cosa, e come utilizzarla al meglio per trarne profitto – sul lavoro, come nella vita di tutti i giorni.

Se l’idea di poter spingere le persone a compiere atti folli (come ad esempio acquistare un prodotto o servizio da te pagandolo di più rispetto alla tua concorrenza) attraverso l’utilizzo consapevole della più potente leva emotiva sulla faccia della terra NON ti elettrizza… dai non diciamo stronzate: non saresti qui a leggere.

Sappiamo entrambi che la persuasione, quando utilizzata a fin di bene, è l’abilità che da sola riesce a fare la differenza nella vita di una persona.

Riesci a “venderti” agli altri. A vendere un concetto. A vendere un’idea. E a vendere, magari, un prodotto o servizio dietro lauto pagamento.

Per questo sei qui. Ed è per questo motivo che ci tengo a farti riflettere di nuovo un particolare:

Nel gioco che sta per avere luogo
a breve, la posta in gioco è la TUA vita.

Direi che possiamo andare avanti senza interruzioni, no?

 

Il verdetto finale della roulette dei giochi!

Chiudi gli occhi (simbolicamente , altrimenti non leggi più niente) ed immagina di essere in quel bar insieme a me, il barman Decim e al giovane coppia.

Come ti ho anticipato prima, sarà una roulette a decidere il gioco al quale i due dovranno giocare – e noi con loro.

E la roulette accende il riquadro del classico gioco da bar che prevede un tabellone e 7 freccette.

Come d’incanto, appaiono due strutture al centro della sala, e ognuna delle due sorregge ed accompagna un “classico” bersaglio a forma di cerchio.

Sai come si gioca a freccette?

Non ne avevo idea manco io, ma Decim lo spiega benino: i punti partono da 501. È necessario tirare a turno le proprie freccette, cercando di far scendere i punti a zero.

Vince chi arriva prima a zero.

Nel caso in cui i giocatori finiscono le freccette senza raggiungere lo zero, vincerà colui che si è avvicinato di più.

Le freccette sono 7 (sette).

Ai confini del bersaglio c’è l’anello del doppio, mentre all’interno l’anello del triplo (vengono raddoppiati o triplicati i punti da sottrarre ai propri punti iniziali).

Il centro del tabellone è diviso in due. Il centro più esterno vale 25 punti. Il centro perfetto vale 50 punti.

Fin qui tutto normale…

Quello che ancora non sai – e che ci aiuterà a portare la raffinatezza del tuo copy su una scala di raffinatezza completamente diversa – è questo.

Devi sapere che sul bersaglio sono rappresentate diverse parti del corpo che a loro volta sono collegate ai rispettivi nervi.

Se verranno colpite da un dardo, i partecipanti avvertiranno dolore.

Il dolore sarà direttamente proporzionale dal punteggio realizzato.

Si comincia.

 

IL GIOCO HA INIZIO! Death Seven Darts – ovvero il segreto dietro le sette freccette della morte che puoi utilizzare tu stesso per convincere gli altri a fare ciò che vuoi

Ovviamente i due non credono ad una parola di Decim, proprio come tu non credi alle mie.

Accompagnati da questo senso di scetticismo, si posizionano per cominciare il gioco.

Il ragazzo prende la prima freccetta blu, e la lancia.

*swiiiish…*

TOC.

Neanche il tempo di colpire il riquadro destro dei 6 punti, che sua moglie sente una tremenda fitta alla spalla destra.

<Forse è solo suggestione…> dice dopo essere caduta a terra.

Certo.

Dopotutto ha sentito soltanto una fitta. Adesso sta bene.

Ed è il suo turno.

Prende la prima freccetta rossa… e la scaglia contro il bersaglio.

*swiiiish…*

TOC.

Più brava del marito, colpisce il riquadro interno dei 18 punti.

Lui emette un grido di dolore e si preme forte le mani sul petto, cominciando a sudare come un ciccione che corre da 2 ore sul tapis roulant.

A questo punto, non hanno più dubbi: ciò che diceva il barman era la verità. I tabelloni sono collegati VERAMENTE ai loro nervi.

Dilaga il panico. Il ragazzo si getta addosso al barman afferrandolo per la camicia ed urlandogli contro <Non cercare di fregarmi, hai capito?! Sono un medico! Non vedo cicatrici chirurgiche, che cosa ci avete fatto?!”.

Decim, impassibile come sempre, risponde molto tranquillamente: <Niente di particolare…>

<Allora perché proviamo dolore?!>

<Ve l’avevo detto… che avreste messo in gioco le vostre vite con tutto questo>.

 

I PREPARATIVI SONO ULTIMATI: DECIM  RIVELA UNA “VIA DI FUGA”

Come preparativi… non stavano già giocando?”.

Molto bene, molto bene davvero. Acuta osservazione. Complimenti per l’acume a parte… sì. Fino ad ora abbiamo soltanto apparecchiato la tavola.

Adesso il gioco si fa DAVVERO interessante per noi “regolatori di emozioni”.

Il copywriter dopotutto non è altro che un individuo in grado di regolare, modulare e impostare a suo piacimento le emozioni di coloro che leggono ciò che scrive per vendere qualcosa – sì, parliamo di copywriting quando vendiamo qualcosa, che sia un prodotto, una proposta, un’idea o cosa ti pare (negli altri casi, semplicemente non è possibile parlare di copy).

E una qualsiasi vendita reale è possibile solo ed esclusivamente dopo aver raggiunto il centro di controllo delle emozioni di coloro che cerchiamo di “persuadere” e portare dalla nostra parte.

Ciò detto… dove eravamo rimasti?

Ah, giusto.

Il ragazzo sta minacciando Decim. Arrivati a questo punto, il barman dai capelli bianchi decide di rivelargli una via di fuga per non sentire più quei dolori strazianti:

<Se volete evitare il dolore, mancate il bersaglio di proposito. Mancando il bersaglio ad ogni tiro, potrete concludere subito la partita>

PROBLEMA: al primo tiro, il ragazzo ha fatto 6 punti. La ragazza 18.

Ci sei arrivato?

Esatto.

Sbagliando tutti i tiri d’ora in avanti, il ragazzo perderebbe.

Certo, non sentirebbero più dolore… ma lui perderebbe (e in gioco c’è la sua vita, proprio come leggere questo articolo ne va del futuro della tua).

Ma non sembra essere un problema.

Il ragazzo rivela la scorciatoia a sua moglie, e i due cominciano a mancare il tabellone di proposito. Sembra andare tutto liscio.

Se stavi aspettando il tuo turno per giocare… ECCOLO. Tieni gli occhi ben aperti, perché quello che succede ora farà la differenza tra un tentativo di vendita ed una vendita portata a casa.

La partita continua.

 

APPARIZIONE – LA LEVA PIÙ FORTE AL MONDO ENTRA IN SCENA

<Bene… non importa chi vince o perde. Io avrò sempre Machiko al mio fianco>, si fa forza Takashi (il nome del ragazzo) durante i lanci.

Fin quando…

Il ragazzo torna in mente la macabra immagine
dei corpi appesi che Decim gli ha mostrato all’inizio…

Il ragazzo si “agita” per un istante (e per “si agita” intendo che le mutande bianche improvvisamente cambiano colore all’altezza della fessura del suo culo).

Immediatamente la sua ragazza si preoccupa, e chiede con voce instabile <Cosa ti prende? Ora è il tuo turno…>

<Hai ragione! Scusa>.

*swiiiish…*

TOC.

“OPSS”… 16 punti: la parte collegata alla bocca.

La ragazza emette un grido di dolore e del sangue gli esce dalla bocca. La copre con la mano sinistra e comincia a tremare, mentre il sangue gocciola attraverso le dita fino a sporcare la fede nuziale sull’anulare.

<Accidenti! Scusami Machiko! Amore mio devo aver calcolato male il tiro>

<È tutto apposto amore. Tranquillo.>

*swiiiish…*

TOC.

Wow! Un doppio! 4 dolorosissimi punti diventano 8 a vantaggio di lei, ma perforano doppiamente gli occhi di suo marito.

Io a questo punto ho pensato: “No dai oh, ma stiamo scherziamoh?!12 Sono impazziti?!?!

Purtroppo non scherzavano. La prima volta che ho guardato questo anime avevo un’ansia che non ti dico. Ma torniamo a noi, ci siamo quasi.

Mentre il ragazzo grida <I miei occhi! I miei OCCHI!!!>, lei corre da lui <Amore scusami non volevo! Ti fa male?> e quando tenta di spostargli le braccia per guardarlo negli occhi, lui le leva bruscamente le mani

<Hai colpito proprio nel doppio!>

<Non l’ho fatto apposta, mi dispiace! Scusami, PERDONAMI amore>

Classica faccia intrisa di perdono e misericordia.

ULTIMA FRECCETTA.

<Perdonami… non farlo ti prego…>

Lei è a 475. Lui a 479. Per ora è lei in testa.

<… ti supplico! Almeno cerca di non colpire la pancia: c’è tuo figlio qui dentro>.

La ragazza è incinta.

Per quanto riguarda noi e la nostra lezione sul copy, i dettagli possono finire qui. Ti farò un breve riassunto di cosa significa tutto questo, così passiamo a noi.

 

L’agghiacciante mistero del barman più educato e gentile del “mondo” – e tre grandi lezioni di copywriting

Per capire a pieno il profondo significato dietro questa storiella – e tirarci fuori una delle lezioni di copy più potenti mai viste prima – è necessario conoscere il mondo del bar Quindecim.

Prima di tutto… dove ci troviamo?

Nell’anime Death Parade, il bar Quindecim è il luogo dove giungono i defunti.

Arrivano sempre a coppie (quindi sempre due persone alla volta) e partecipano ad un gioco i cui scommetteranno la vita.

In base al grado di umanità che dimostreranno durante il gioco e ai ricordi della loro vita che affioreranno, su di loro verrà emesso un verdetto.

L’anima di colui che sarà ritenuto “degno” dal giudice, sarà reincarnata. L’altra finirà nel “vuoto”, persa nel nulla per non essere mai più ritrovata.

Decim è il giudice.

Prima che i defunti arrivino, viene composto un montaggio dei ricordi della loro vita che viene inviato al giudice. Una sequenza di immagini che scorre davanti ai suoi occhi come un film.

I ricordi vengono proiettati nella mente di Decim

 

Se vogliamo, questa potrebbe essere la lezione ZERO di copywriting che puoi portarti a casa con gli omaggi dell’Academy:

DEVI CONOSCERE A MENADITO IL TUO TARGET SE VUOI CONDIZIONARE CON SUCCESSO LE LORO AZIONI CON LE TUE PAROLE

Tu non puoi farti proiettare il loro dialogo mentale direttamente nel cervello, ma la tua esperienza in un settore – o delle minuziose ed accurate ricerche – dovrebbero darti lo stesso tipo di potere.

Ciò detto, andiamo avanti.

A causa dello shock del decesso, tutti si dimenticano della propria morte. Per questo è importante NON farglielo notare.

Perché?

Beh, secondo te… se realizzassero di essere morti, accetterebbero di giocarsi la vita? Probabilmente no.

E qui è nascosta la prima grande, vera ed intenzionale lezione di copywriting che puoi portarti a casa oggi con gli omaggi della casa:

DEVI MANOVRARE LE SCELTE DEI TUOI CLIENTI ATTUALI E POTENZIALI FACENDO LEVA IN MANIERA INTELLIGENTE SULLA SPERANZA, MUOVENDONE I FILI COME UN BURATTINAIO ESPERTO

Seguimi: credo di non andarci troppo lontano dicendo che in una scala che misura la speranza, lo “zero” sia rappresentato dalla morte della persona.

Il dieci lo lascio decidere a te. Ma lo 0 è la morte.

Non per niente, si dice che “la speranza è l’ultima a morire”. Se muore quella, è perché è morta (a livello psicologico o fisico) la persona.

Quindi è tuo dovere creare una promessa abbastanza forte da attirarlo verso di te e al contempo abbastanza sobria per evitare di fargli dire “Se lallero”.

Ok, siamo d’accordo che nel caso di Decim il fine ultimo per cui viene manipolata la speranza è distorto, e utilizza una falsa speranza per emettere il verdetto finale…

… ma TU devi utilizzare questo meccanismo per spingere le persone a “giocare” al tuo gioco (che nel nostro caso, si traduce in “farle leggere ciò che scrivi) e farle comprare.

È sufficiente spippolare sulla console della speranza?

Assolutamente no. Ecco perché, dopo aver fatto accomodare i tuoi lettori sulla giostra, devi andare al livello successivo.

Quale?

Ci arriviamo subito.

Dimmi, ricordi quando Decim mostra i corpi penzolanti a Takashi e Machiko?

Altro non è che una manipolazione: Decim in quel momento ha dato ad intendere ai Machiko e Takashi che se non avessero partecipato al gioco… sarebbero potuti morire.

Ecco che arriva come un lampo la seconda grande lezione di copywriting da portarti a casa oggi con i miei omaggi:

 

DEVI SPAVENTARE A MORTE IL TUO LETTORE

Devi far vivere al tuo lettore il peggior scenario realisticamente possibile che vivrebbe se decidesse di non fare ciò che gli suggerisci – e quindi di non acquistare il tuo prodotto/servizio.

Lo so, lo so… sembra una supercazzola vettoriale con scappellamento protozoico prematuro.

Vedila così.

Devi trovare la miglior risposta alla domanda: “Cosa succederebbe di brutto al tuo cliente se decidesse di non rivolgersi a te o, addirittura, di non fare niente e rimanere nella sua situazione?”.

In altri termini, devi creare quella che nell’anime di Death Parade viene chiamata “situazione estrema”.

In ognuno dei giochi del Quindecim viene creata di proposito una situazione estrema, in senso psicologico, per creare tensione nei partecipanti.

Loro sono avvantaggiati: riescono a creare la più tragica delle situazioni estreme, costringendo qualcuno a mettere in gioco la propria vita.

Ma TU puoi fare altrettanto (e d’ora in avanti lo farai).

Il “non rivolgersi a te”, il “rivolgersi a te” e perfino il “non fare niente”, sono tutti scenari che hanno delle ripercussioni nella vita dei tuoi potenziali clienti.

Ripercussioni che si riflettono in TUTTE le aree della vita di una persona – famiglia, lavoro, colleghi, amici (ma anche sconosciuti) ecc…

Puoi giocare con questo tipo di azione-reazione per smantellare paragrafo dopo paragrafo le certezze e le credenze sbagliate del tuo lettore, creando un mondo orribile dove si ritroverebbe a vivere per il resto dell’eternità se non acquistasse il tuo prodotto o servizio.

Ti stai chiedendo se sia indispensabile creare una situazione estrema per far scaturire dal potenziale cliente un’azione istintiva che sembra essere nata e cresciuta spontaneamente all’interno della sua mente?

La risposta è sì. Perché sai qual è, fra tutte le diverse emozioni umane, quella più primitiva?

È proprio la PAURA: e non esiste leva emotiva più potente della paura per vendere qualcosa.

Ora, lasciami essere chiaro, perché non voglio che tu fraintenda:

Non basta la paura per far sì che tuo messaggio arrivi dritto allo stomaco dei tuoi potenziali clienti… ma se conosci le VERE paure del tuo target, è tutto ciò di cui hai bisogno per costruire il tuo messaggio di marketing.

Quindi come puoi utilizzare la paura per i tuoi loschissimi scopi?

 

COME UTILIZZARE I TRUCCHI PSICOLOGICI DI DECIM NEI TUOI MATERIALI DI MAREKTING PER SPINGERE IL LETTORE A FARE CIÒ CHE DESIDERI

I poteri del tuo copy non avranno limiti

Partiamo dal presupposto che la paura della morte è universale e al Quindecim sono avvantaggiati.

La utilizzano come perno alla base di tutti i loro giochi e grazie a pochi altri accorgimenti riescono ad inserire degli elementi stressanti durante le partite in grado di scatenare la “situazione estrema” che tira fuori la vera natura delle persone.

Per esempio, quando Decim rivela l’escamotage al povero Takashi – ovvero di poter tranquillamente lanciare le frecce nel nulla – pensi che fosse gentilezza?

Certo che no: era un trabocchetto.

Takashi avrebbe potuto mancare tutti i bersagli, ci mancherebbe… ma il punteggio sul tabellone parlava chiaro: avrebbe perso la partita.

E l’immagine dei corpi immobili appesi mostrati da Decim uniti alla paura di star rischiando la vita ha avuto la meglio su di lui, e l’ha spinto a tirare la freccetta all’interno del tabellone pur sapendo che avrebbe ferito – o, nel peggiore dei casi – ucciso la sua ragazza.

La paura può farti fare cose che non pensavi neanche di poter arrivare a fare. Per questo viene usata da Decim: per vedere la VERA natura delle persone che arrivano al suo cospetto.

Eh, ma io non posso usare la paura della morte nel mio settore!”.

No, ok. Neanche io nel mio.

Cioè, il fatto che prima o poi morirai e se non impari a fare marketing come si deve passerai il resto della tua vita a bestemmiare su quanto schifo faccia questo mondo, su quante delusioni ti toccherà ancora vivere…

… e finirai la tua vita, magari dignitosamente, ma sommerso nei rimpianti e nel dubbio che “se avessi dato retta a Marco quel giorno magari a quest’ora chissà quanti sogni avrei realizzato, e che vita meravigliosa avrei vissuto insieme alla mia famiglia…”.

Ma non fa presa sulle persone.

È la verità, ma non viene percepita immediatamente, perché le persone vedono la morte come qualcosa di infinitamente lontano.

Abbiamo ancora tutto il tempo di questo mondo per sistemare le cose”, giusto?

Ecco perché nel settore della PREVENZIONE è ancora più importante utilizzare la paura per vendere la propria soluzione ai tuoi potenziali clienti.

Manipolando la paura devi avvicinare la visione della morte quanto più possibile al presente. Non lo fai per cattiveria o per sadismo eh, non è questo.

Lo fai perché è l‘unico sistema che hai a disposizione per far agire la persona a fin di bene.

Facciamo un esempio didattico: se sei un dietologo e devi vendere il tuo servizio alle persone un po’ in sovrappeso, è necessario che li fai cagare addosso mostrandogli cosa succederà se continueranno a mantenere uno stile di vita degno dei più voraci mangiatori di menù grandi di Mc Donald’s.

Se vendi impianti antifurto dovrai spaventare a morte i tuoi potenziali clienti su cosa può succedere se uno entra in casa mentre magari tua moglie è in casa da sola e viene anche stuprata, già che il ladro sta lì, e poi passa a tua figlia. O magari ci sei anche te in casa, che tenti di reagire ma ti spara in mezzo agli occhi o ti accoltella alla gola.

Lo so che sono immagini brutte e cattive, ma è esattamente quello che potrebbe succedere.

DISCLAIMER: è pericoloso utilizzare un linguaggio di questo tipo fin da subito con il tuo mercato di riferimento – specialmente all’inizio – altrimenti rischi di allontanare i tuoi potenziali clienti anziché attrarli.

La paura è la leva più forte, certo.

Tuttavia, se giri da 0 a 100 la levetta della paura utilizzando SOLO questa, la persona scappa perché ha un rigetto ed è spesso scaramantica (non vuole pensare a quel problema ed ha paura che più ci pensa e più si possa materializzare).

Perfino Decim dice – nel prosieguo dell’anime – che i protagonisti sono morti e il destino che attende le loro anime.

Ma lo fa dopo tutta una serie di azioni ben precise, la più importante delle quali è la DIMOSTRAZIONE che ciò che sta dicendo è la verità (nonostante lui possa stare tranquillo che la gente non scappa dal Quindecim. Tu devi fare molta più attenzione, perché i tuoi articoli o le tue sales le persone possono cestinarle in qualunque momento).

Ricordi che cosa succede prima dell’inizio del gioco? Decim apre il muro dietro il bancone del bar e fa intravedere ai due ospiti dei corpi senza vita appesi al soffitto.

Altro non erano che manichini. Nessun cadavere.

Ma nella mente di Takashi e Machiko hanno creato una sensazione di terrore che li ha spinti ad approfondire la questione.

Cosa significa tutto ciò?

Che puoi permetterti di utilizzare un linguaggio spaventevole se hai delle PROVE inconfutabili (o PERCEPITE come tali) che dimostrano la veridicità delle tue affermazioni.

Decim aveva detto loro che rischiavano la vita se non avessero giocato. Loro non ci credevano, e i manichini appesi nella penombra hanno fatto il resto (se hai fatto caso alle foto che ho messo, vedi bene che non sono corpi veri nella prima, ma la mente di Takashi li ha trasformati in veri e propri cadaveri umani).

Quali tipi di prove puoi portare al tuo lettore per rendere 150% autentica la sensazione di paura che stai cercando di trasmettergli?

Puoi utilizzare articoli di giornali, statistiche, numeri, proporzioni, fotografie, e chi più ne ha più ne metta, testimonianze positive che descrivono la situazione drammatica di un tuo cliente prima del tuo intervento, ecc…

Una volta che hai creato il giusto di livello di paura (che può essere anche quello di avere una casa impresentabile o di aver investito male i propri soldi, non si parla per forza di morte), allora puoi procedere abbinando la paura alla certezza di risolvere sicuramente il problema grazie alla tua soluzione.

 

“FORTUNA CHE IO NON OPERO NEL SETTORE DELLA PREVENZIONE!”

La tua reazione momentanea…

Nel settore della prevenzione, purtroppo, è molto difficile concludere una vendita se non si utilizzano le leve corrette.

Fiuu, fortuna che non sono nel settore della prevenzione!”.

La verità è che ci sei dentro fino al collo.

Il perché è presto detto.

Quando cerchi di vendere qualsiasi cosa ad una persona qualsiasi, il tuo scopo è quello di PREVENIRE che si vadano a schiantare a 1000 km orari contro un muro di cazzate, e che direzionino i binari della loro vita verso ciò che gli stai dicendo – che gli permetterà di raggiungere più velocemente un particolare risultato grazie al tuo prodotto o servizio.

Per questo siamo TUTTI nel campo della prevenzione. E come da manuale, lavorare nel campo della prevenzione è, come si dice a Livorno, un dito ner culo (con la r proprio).

Tutti dobbiamo prevenire che i nostri clienti si lascino abbindolare da degli incapaci e gli diano i loro soldi per cose che non gli daranno indietro assolutamente niente rispetto ai risultati, alle soddisfazioni personali e professionali, ambizioni, sogni, desideri che potrebbero raggiungere se ci dessero retta ed utilizzassero il nostro prodotto o servizio.

Pensa alla vendita (posto che vendiate un prodotto / servizio che effettivamente da dei buoni risultati, ma se stai leggendo lo do per scontato) è sempre una vendita che PREVIENE che il tuo cliente:

  1. Compri dalla concorrenza delle soluzioni peggiori della tua (e tu non vuoi questo, o sbaglio?);
  2. Non compri affatto;
  3. Non compri né da te, né dalla concorrenza, ma vada a infilare i suoi soldi nelle tasche di qualche bastardo che vende droga o nelle slot machine del tabaccaio.

Quindi se non compra da te o va dalla concorrenza che lavora 1000 volte peggio di te, o non compra quello che gli serve (esatto, la gente non compra quello che gli serve, triste ma vero) o si brucia i soldi in cose completamente inutili e prive di un valore vero.

Detto questo, il marketing e il copy servono per EVITARE che il cliente si faccia male scegliendo ogni altra opzione diversa dal “comprare da te e beneficiare dei tuoi servizi o prodotti” e costruire un mondo in cui le obiezioni in trattativa NON esistono.

Quindi, in un certo senso, eccoti improvvisamente catapultato nel mondo della prevenzione. E se non conosci il linguaggio macchina del marketing… sei fuori dai giochi.

 

ESERCIZIO PER CASA CHE DEVI SVOLGERE SE NON VUOI CHE IL PROSSIMO PEZZO DI COPY CHE SCRIVI SIA UGUALE (O PEGGIORE) DEL PRECEDENTE

Io che ti guardo se non fai gli esercizi!

Ciò detto, vediamo di costruire una headline – anche più di una se sei ganzo – agendo sulla PAURA della perdita.

Comincia col fare un elenco di quelle che sono le situazioni negative con le quali i tuoi clienti (attuali e potenziali) si stanno confrontando proprio adesso.

Fatto? Bene (se l’hai letto come Giovanni Muciaccia sei il mio idolo).

Una volta fatto questo, tira giù un’altra lista, stavolta delle cause che, secondo il tuo target, sono le principali responsabili della situazione che stanno vivendo.

Ora prendi le forbici dalla punta arrotondata.

No scherzo, non servono.

Ti basterà creare una semplice (ma studiata a tavolino) headline strutturata in questo modo:

Poi procedi con:

[CAUSA DEL PROBLEMA] che [SITUAZIONE NEGATIVA].

Per esempio: “I 3 cibi che ti fanno smettere di ingrassare”. È una headline molto semplice, per carità, può essere potenziata in mille modi.

Ma di per sé, è più potente di “I 3 cibi che ti fanno dimagrire”.

Perché?

Perché in quanto headline negativa – al posto di concentrarsi su una soluzione che le persone non hanno ancora trovato – si concentra su un PROBLEMA sentito dalle persone.

Un problema di cui hanno paura (appunto, ingrassare).

Una cosa da tenere in considerazione è che le persone hanno a che fare tutti i giorni con il problema, non con la soluzione.

Hanno più familiarità con il problema rispetto alla soluzione che gli stai proponendo.

Un altro esempio?

Vuoi smettere di invecchiare?” è più potente di “Vuoi ringiovanire?”.

Perché è più potente?

Semplicemente perché le persone hanno paura di ingrassare e invecchiare – per tutta una serie di motivi psicologici che sfortunatamente non discuteremo adesso che siamo quasi alla fine.

È un concetto semplice, ma ti consente di prendere i tuoi clienti da “dove sono” per portarli verso di te e facendo perno su una situazione a loro familiare.

Questa è la cosa più intelligente che puoi fare per aiutarli.

 

MARCO MA NON SONO UN PO’ STRONZO SE USO LA PAURA PER SPAVENTARE I MIEI CLIENTI PER CONVINCERLI A COMPRARE DA ME?

Sì che lo sei, eccheccazzo.

Ma spesso in alcuni casi proprio non c’è altro modo. Vedila in questo modo: “il fine giustifica i mezzi”.

Se modulando la loro paura riesci ad aiutare un numero maggiore di persone, salvandole da problemi che non credevano di poter risolvere o migliorando una situazione che gli crea sofferenza… io dico che è tuo dovere sapere come si fa.

 

E ORA CHE HO LETTO FINO A QUI? MI SUGGERIRAI DI ISCRIVERMI ALLA COPY ACADEMY TERRORIZZANDOMI A MORTE?

Beh, è la cosa più saggia che potresti fare per evitare che il tempo che passi a scrivere copy sia completamente buttato al vento e che tutti i tuoi buoni propositi vengano ripagati …

… ma non è questo il punto.

Adesso sei al round finale del vero “GIOCO”: quello che ha degli effetti sulla tua vita reale – te l’avevo detto all’inizio che avresti messo in gioco la tua vita.

Sei finito qui davanti a me (e non sei dovuto morire per farlo), e in questo angolo di mondo che ti separa dal regno dei copy NON esistono vie d’uscita SICURE.

Esiste una via d’uscita, certo. Potrei farti credere che sia “sicura”, ma proprio non ci riesco a dire bugie.

Per questo lascio che sia TU il giudice.

In base al grado di umanità che hai dimostrato fino ad oggi durante la tua carriera – e ai fallimenti, alle delusioni e agli sconforti che affioreranno davanti ai tuoi occhi ripensando al lavoro fatto sin dall’inizio – tu stesso emetterai un verdetto su di te.

Se crederai di meritare l’abilità di plasmare a tuo piacimento la volontà degli altri senza che se ne accorgano, potrai farla tua cliccando sul link che trovi in basso.

Se crederai di non voler accedere a questo potere, presto finirai nel “vuoto”, dimenticato dai tuoi clienti che devolveranno il proprio denaro per cause diverse dalla tua.

Per te che fai parte del secondo gruppo, l’uscita è dall’altra parte (e non mi assumo nessun tipo di responsabilità di ciò che succederà al di fuori di qui).

 

Per te che invece vuoi fare tua l’abilità di plasmare a TUO piacimento la volontà degli altri manipolando la più potente delle leve psicologiche (e non solo quella!) a tua disposizione…

… e vuoi potenziare al MASSIMO il tuo copy grazie ad oscuri poteri SENZA sembrare il cattivo della situazione…

 

… ho riservato un posto al bancone della Copy Academy, il lounge bar di lusso dove assimilerai la vera conoscenza – grazie ad infiniti cocktail a base di copywriting.

Puoi accomodarti cliccando sul link qui sotto:

https://copyacademyitalia.com/accademia/

Punta sempre in alto,

Marco D

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